Famiglia AMATI


AMATI:

dal latino “amato”divenuto in età e ambiente cristiani “amato e protetto da Dio”. Il primo Amati registrato nei libri di battesimo della parrocchia di Castelnuovo Magra risulta essere tale Domenico di Giovanni battezzato il 10 ottobre 1606. Di questa famiglia non è stato possibile reperire molte notizie in quanto la sua presenza, a seguito delle numerose vocazioni (quasi a dimostrazione del significato del proprio nome), cessa fin dai primi del 1800. Restano alcune memorie di: - Giovanni di Domenico del 15 febbraio 1626, prete; - Francesco di Bernardino del 18 gennaio 1656, speziale; - Giobatta di Bernardino del 29 giugno 1657, prete; - Giobatta di Giò Domenico del 13 gennaio 1729, prete; - Giò Domenico di Bernardino del 18 giugno 1752, prete. Gli Amati e la storia del violino. Il primo esemplare “vero”, sostanzialmente come lo conosciamo oggi, fu realizzato da Andrea Amati (Cremona, circa 1505-1577), che fondò quella Scuola Cremonese destinata a durare senza rivali fino alla seconda metà del '700. Già nel 1560 Andrea mandava i suoi strumenti alla Corte francese, al figlio allora reggente di re Carlo IX e di Caterina de' Medici. Tutta la famiglia Amati costruiva violini di altissima qualità sia dal punto di vista sonoro che estetico, molto ambiti ovunque in Europa. Nel tempo, la fama di Andrea finì per essere oscurata dai figli Antonio e Gerolamo; gli affari andavano tanto a gonfie vele che il nipote, Niccolò fortunatamente scampato alla peste del 1630 fu costretto ad assumere apprendisti per aiutarlo in quella che fino ad allora era stata tradizione esclusiva della famiglia. Lo stile degli Amati è delicato, aggraziato; gli strumenti hanno caratteristiche tonali di primissimo ordine. Si dice che il suono dei violini dei maestri cremonesi sia diverso da tutti gli altri.

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